Gain staging e la saturazione

Ciao è benvenuto sul mio blog. Ispirandomi a questo video di Riperiani volevo fare due riflessioni sul gain staging e la saturazione, sopratutto sulla sua gestione.

Nei libri e nei corsi ci hanno sempre detto di fare attenzione a non mandare in distorsione il segnale e di registrare a 0dBu (-24 dBfs). Didatticamente ha senso, nei corsi ti devono spiegare la tecnica per darti le basi. Pure io quando spiego al malcapitato di turno interessato a capire come registrarsi dico di ottenere il giusto valore di gain.

Tecnicamente è corretto preservare l’integrità del segnale, ma come spesso accade nell’audio il termine corretto è un concetto lato. Ci sono spesso buone ragioni per infragere in maniera oculata questa regola.

Ma cosa succede quando si distorce in analogico? Cosa accede quando si distorce in digitale? E’ sempre sbagliato distorcere il segnale? Scoprilo in questo articolo.

I decibel in breve.

Conoscere e comprendere il funzionamento dei decibel è fondamentale per comprendere il discorso approfondito nell’articolo. esistono vari tipologie di decibel, e vengono usate tipologie diverse in base all’utilizzo.

Questo paragrafo non vuol essere esaustivo di tutti gli argomenti legati ai decibel e il loro utilizzo. Il mio obbiettivo non è approfondire le questioni matematiche legate ai decibel, ma darti gli strumenti per capire alcuni argomenti da me esposti. Se ti interessa approfondire il discorso dei decibel puoi farlo in questo articolo.

I decibel sono un unità di misura che non indica dei valori fissi ma una rapporto tra due grandezze. Nell’ambito audio vengono utilizzati per comprimere una scala di potenze molto ampia in un numero minore di valori.

Essendo i decibel una scala logaritmica il loro funzionamento è abbastanza simile al nostro sistema uditivo. Quindi riassumendo possiamo dire che i decibel sono una misura adimensionale e logaritmica.

La formula per indicare un valore di potenza in decibel è:

20log(p/p2)

  • p indica la potenza da convertire
  • p2 è la potenza di riferemimento

mentre per valori di intensità si usa la formula:

20log(I/I2)

  • I indica l’intensità da convertire
  • I2 è l’intensità di riferemimento

Questo è importante per noi fonici in quanto nell’utlizzo quotidiano dei macchinari possiamo trovarci diverse tipologie di decibel:

  • dBspl = indicano in acustica la pressione sonora di una sorgente, la potenza di rifermento è il livello di pressione atmosferica standard: 0.00002Pa
  • dBu = indicano il voltaggio elettrico senza tener conto dell’impedenza, il valore di riferimento 0,775V
  • dBv = analogamente al dBu indicano un valore di tensione ed il valore preso in riferimento è 1V
  • dBfs =indicano i valori di un sistema digitale, i valori di questa scala sono solitamente negativi. Il valore di riferimento è il massimo numero rappresentabile dal sistema
  • dBvu = indicano i valori di tensione all’interno di uno strumento, il valore preso in considerazione in questo standard è il volume massimo al quale lo strumento può operare senza distorcere il segnale.

La distorsione

Con il termine distorsione si intende la modifica involontaria di un segnale con annessa la degradazione dell’informazione. La distorsione avviene nel momento in cui l’ampiezza del segnale supera la capacità del sistema di rappresentarlo interamente.

Come approfondirò nei paragrafi sottostanti in base al sistema utilizzato il fenomeno può verificarsi gradualmente oppure essere un fenomeno immediato. Anche se i due termini sono sinonimi nel linguaggio comune si intende parlare di saturazione nel caso di lievi distorsioni graduali, mentre il termine distorsione lo associamo a quando il processo è caratterizzante e molto netto.

Il processo di distorsione include in ogni caso un’aggiunta di armoniche spurie non presenti nel segnale originale.

La headroom

vu-meters analogici, Gain staging e la saturazione
Vu-meter analogico

Con headroom si intende il margine di sicurezza non sfruttato per evitare che parte del segnale troppo intensi possano creare fenomeni di distorsione involontaria.

Nel segnale sono sempre presenti picchi di volume molto rapido. Tali picchi non influenzando ne la nostra percezione, ne la visualizzazione nel Vu-Meter. In caso di distorsione di picchi anche molto rapidi avremo comunque un’influenza sulla dinamica e sulle qualità timbriche del segnale.

Il singolo picco distorto di per se è poco udibile. Capita spesso in caso di segnali caratterizzati da sporadici picchi molto rapidi e di notevole intensità, che vengano distorti senza alterare le qualità del segnale. Sfruttando completamente la gamma dinamica dello strumento i picchi del segnale finirebbero per essere distorti in maniera sistematica, anche quando essi non molto intensi rispetto il valore medio del segnale. La distorsione sistematica dei picchi incide sul segnale in maniera significativa degradando l’informazione.

La Headroom è importante anche per le sorgenti che hanno un estensione dinamica elevata. Se per esempio stiamo registrando una voce e il cantate in alcuni punti spinge di più, senza un adeguata headroom essa verrà distorta in maniera importante.

Il gain staging e la saturazione

I processi di registrazione e di missaggio sono un processo lineare. Una concatenazione di operazioni successive, nella quale le operazioni vengono gestite a livello elettronico indipendentemente dal processo precedente.

La gestione separata del segnale avviene anche in sistemi composti dove più strumenti vengono accorpati insieme, ad esempio nel mixer. Può capitare che il segnale di uscita di uno strumento della catena sia troppo alta per essere gestita dallo strumento successivo, o che l’operazione da noi eseguita crei un incremento del segnale saturando all’interno dello strumento stesso. In oltre un singolo componente elettronico (transistor, op-amp etc etc) saturando può introdurre esso stesso distorsione senza che gli altri componenti siano in crisi.

Quando ci si approccia alla registrazione e al mixaggio è necessario ricordarsi una cosa molto importante:

La distorsione può verificarsi in ogni punto della catena audio.

Con gian staging si intende la pratica di gestire gli stadi di input e output in modo da mantenere costante il volume del segnale. Questa pratica assicura che in ogni momento e in ogni processo non ci sia distorsione.

Il SOL

Con la parola SOL (Standard Operative Level) indichiamo la capacità operativa di strumentazione analogica massima prima di incorrere in saturazione.

Nel corso del tempo si sono stati definiti degli standard precisi per definire la capacità operativa della strumentazione. Questi standard stabiliscono il voltaggio massimo che gli strumenti devono poter sopportare senza incorrere in saturazione. La necessità di standardizzare i livelli operativi risiede nel fatto che il processo di registrazione e manipolazione audio risiede utilizza più strumenti in catena.

I vari standard utilizzano unità di riferimento diverse a seconda delle necessità. Nei sistemi prosumer viene usato lo standard dBv mentre lo standard consumer, professionale e broadcast usano lo standard dBu.

Lo standard professionale stabilisce il livello operativo a +4 dBu. Questo livello consente all’attrezzatura di lavorare a un SOL di 1.2 Volt, ampliando la gamma dinamica dei sistemi consumer corrispondente 0.25 Volt (-10 dBu). I sistemi caratterizzati da una gamma dinamica più ampia riescono a rappresentare in maniera più accurata la forma d’onda. Tutte le differenze di voltaggio del segnale saranno saranno rappresentate in proporzione alla gamma dinamica possibile rendendo più nitide anche le sfumature minime.

La distorsione analogica

Gain staging e la saturazione analogica/soft clip
Saturazione analogica

Il segnale analogico è rappresentato da una corrente elettrica modulata in ampiezza. Esso è per sua natura una linea continua di valori che variano il maniera continuativa nel tempo.

La tecnologia analogica non ha una linea netta che delimita l’inizio della distorsione. Quando il segnale supera il SOL il sistema non è più in grado di rappresentarlo in maniera accurata, ma l’errore di rappresentazione non è costante. La coerenza del segnale rappresentato e quello originale vien meno man mano che il segnale aumenta di intensità.

Il risultato di questo processo è uno smorzamento graduale dei picchi che sforano il SOL. La saturazione, e di conseguenza la distorsione, di un sistema analogico e quindi molto morbida e gradevole nella maggioranza dei casi.

Una conseguenza della distorsione è l’aggiunta di armoniche non presenti nel segnale originario. Le armoniche introdotte dal sistema analogico variano in base alla tecnologia costruttiva. In linea generale le armoniche introdotte in questi casi sono pari, armoniche che il nostro orecchio percepisce come musicali e piacevoli.

In analogico è consigliato sfruttare col segnale l’intera gamma dinamica dello strumento utilizzato. Questa pratica è necessaria per non introdurre in maniera importante rumori di fondo tipici dell’analogico.

la saturazione digitale

Gain staging e la saturazione -distorsione digitale/hard clip
Distorsione digitale

I sistemi digitali sono caratterizzati da un insieme definito di valori. A differenza dei sistemi analogici la tecnologia digitale ha un punto ben preciso e misurabile di distorsione. Il punto di distorsione dipende dal numero di bit che vengono usati per rappresentare il suono. Per calcolare quanti valori il sistema riesce a supportare è di 2 n° bit . I sistemi consumer usano 16 bit, equivalenti a 65.536 valori, in grado di rappresentare 96 dB circa. I sistemi professionali hanno invece una risoluzione minima di 24 bit, equivalenti a 16.777.216 con una dinamica di 144 dB.

Quando un suono viene distorto in dominio digitale succede semplicemente che a un certo punto esso non può più essere rappresentato. Il risultato sarà un taglio netto del picco senza smussamenti graduali. Il trancio netto del picco introduce caratteristiche timbriche tipiche dell’onda quadra. L’onda quadra è composta di armoniche dispari, particolarmente sgradevoli al nostro ascolto.

Il foating point

In questo articolo ho approfondito come funziona questa codifica. In breve questa metodo di rappresentazione numerica sfrutta una codifica esponenziale del numero. La rappresentazione dei numeri in questa codifica è la seguente:

n x 2p

dove:

  • n è il numero decimale.
  • 2 è la base dell’esponente, essendo a base binaria è l’unità di base.
  • p è la potenza a cui deve essere elevata la base per avere il numero da rappresentare.

L’esponente in questa codifica può essere un valore negativo. I valori negativi all’esponente servono ad indicare alcuni valori molto piccoli. Questo fa si che i numeri rappresentabili in un sistema floating point sia maggiore di quelli rappresentabili in una codifica lineare a parità di bit usati per esprimerlo.

La codifica 32 bit floating point infatti riesce ad avere una gamma dinamica di 1500 dB con una headroom sopra allo 0 dBfs di circa 700 dB. L’ordine di grandezze è immenso basti pensare che un suono nel mondo reale non può superare i 220 dB. Questi dati sono legati a una codifica a 32 bit, usando frasi binarie da 64 bit i dati rappresnetabili saranno ancora maggiori.

Equipollenza dBu/dBfs

equiparazione degli standard operativi e i livelli di Gain staging e la saturazione
Livelli equipollenti tra gli standard

Il consiglio generale è di registrare il suono in ingresso nella scheda a -18 dBfs. Questa pratica deriva dal fatto che quel valore è analogo allo 0 dB-vu del mondo analogico.

In dominio analogico le apparecchiature con un sol di +4dBu hanno circa un 20 dB di dinamica sfruttabile prima di incorrere in una saturazione vera e propria. Come abbiamo visto la distorsione analogica è un fenomeno graduale, a differenza di quella digitale.

Comparando i livelli possiamo essere abbastanza sicuri che il segnale registrato in digitale sfrutti al massimo la gamma dinamica del convertitore. Sfruttando pienamente la headroom analogica riduciamo il rischio che il segnale venga distorto puramente in dominio digitale.

Questo valore si riferisce solamente al SOL di 1.2 Volt dello standard professionale. Negli altri standard la comparazione di livello è leggermente diversa in quando la gamma dinamica possibile è diversa.

Gain staging e la saturazione in registrazione

La regola di non saturare il convertitore AD è da tenere sempre valida. Le saturazioni di questo componente sono in qualsiasi caso digitali. Come abbiamo visto questo tipo di distorsioni creano onde quadre e sonorità non gradevoli.

Tuttavia esistono situazioni che meritano un ragionamento a se. Come abbiamo visto il fenomeno di saturazione aggiunge una nuova componente armonica al segnale originale. Queste aggiunte in dominio analogico sono piacevoli quindi possono essere sfruttati a nostro vantaggio.

Una pratica molto diffusa è sfruttare i preamilifcatori analogici per saturare il segnale in ingresso. In questa tecnica poi si usa il livello d’uscita del preamplifcatore per riportare il segnale alla giusta potenza. Infatti spesso anche tali strumenti sono dotati di regolazione in ingresso e in uscita.

Un altro vantaggio di questa tecnica e di smussare i picchi del segnale troppo alti. Sfruttando la caratteristica della distorsione analogica di essere graduale. Tale caratteristica la possiamo sfruttare a nostro vantaggio per ottenere un effetto simile alla compressione dinamica e la limitazione di picco. Questo è molto utile quando si registrano fonti con un transiente d’attacco molto marcato, ad esempio il rullante della batteria.

Questa tecnica consente di sfruttare il colore del preamplifcatore a pieno e di mettere in risalto il carattere. Le apparecchiature di buona qualità sono progettati per essere molto lineari. Le distorsioni armoniche che introducono quando lavorano a livelli di preamplificazione non elevati sono minime. Quando invece si sfrutta tutto la dinamica possibile il preamplificatore inizierà a creare saturazione analogica e introdurre colore.

Quando e come usare la saturazione?

Chiaramente questa tecnica non è applicabile in tutte le situazioni. Se si abusa di questa tecnica si rischia di compromettere la qualità di una registrazione. Se si amplifica eccessivamente il segnale verranno saturati anche i picchi di intensità minore.

In alcuni generi pop questa tecnica potrebbe impostare il vostro sound in maniera professionale. Applicando una colorazione che può rendere interessante il segnale già durante e registrazioni caratterizzerete anche il vostro mix. La saturazione e gli effetti risultanti potrebbero essere uno dei parametri di scelta del vostro preamplificatore nella pianificazione di una registrazione.

In alcuni generi come la musica classica, o in particolari forme di jazz più puriste, potrebbe non essere la tecnica giusta da utilizzare. In questi generi si cerca infatti di fare percepire il meno possibile le operazioni di registrazioni e mix.

saturazione dei premp integrati

Sconsiglio vivamente l’utilizzo con i preamplificatori integrati della scheda audio. I preamplificatori di questi strumenti sono tarati in modo che il punto di saturazione analogico e digitale combacino in maniera esatta. Cercando di sfruttare la saturazione di questi preamplificatori si creeranno anche distorsioni digitali.Sfruttando la saturazione del preamplifcatore viene anche a mancare la headroom necessaria.

Tenendo il vostro livello settato per registrare nei canonici -18 dBfs la saturazione sui picchi in caso di transienti molto alti sarà comunque in parte effettuata senza rischiare distorsioni. I circuiti dei preamp integrati in una scheda audio sono generalmente economici, e anche se discretamente validi in un amplificazione senza saturazioni, non aggiungeranno colorazione gradevole durante la saturazione.

Saturazione della DAW

Nelle DAW caratterizzare da una rappresentazione del segnale a 24 bit la saturazione interna è analoga alla saturazione dei convertitori. Con questo tipo di codifica devi fare molta attenzione alla gestione del volume.

La degradazione del segnale può avvenire in ogni fase della lavorazione. Devi perciò fare attenzione alla gestione del volume anche sul canale evitando il clip. Anche la sommatoria in un bus , in un aux o nel master non esula dal funzionamento sopra descritto. Se la tua Daw preferita lavora in 24 bit dovrai gestire il volume di ogni suono per evitare qualsivoglia clip.

Il floating point rende quasi impossibile saturare per sbaglio all’interno della DAW o nei plugin. E’ quasi superfluo fare attenzione ai livelli di gain interni alla DAW floating point. Nell’improbabile possibilità che tu possa saturare in questo tipo di codifica sappi che la distorsione che ne otterrai sarà comunque un clip digitale.

C’e da notare che se i plugin non sono progettati a lavorare con codifica floating point hanno una gamma dinamica che non super lo 0 dBfs. Se i plugin messi in catena usano la rappresentazione lineare è necessario utilizzare le cautele per non avere saturazioni digitali.

Gain staging e la saturazione durante il mix

Come abbiamo visto le saturazioni sono parte integrante della costruzione timbrica di un brano. Anche i puristi del gain staging confermano la teoria quando glorificano il suono valvolare o del nastro magnetico.Infatti le due tecnologie sopra citate sono apprezzate per le loro saturazioni Peculiari.

Quando si utilizza attrezzatura analogica la saturazione viene aggiunta dai nostri strumenti in maniera automatica. Settando i livelli a 0 dBvu i picchi del segnale saranno automaticamente leggermente sopra il SOL. Se la qualità dell’attrezzatura lo consente è possibile far lavorare alcune macchine sopra il valore standard sfruttare le saturazione. Certamente non è il caso di ritrovarsi il Vu-meter fisso a +6 dBvu, introducendo distorsioni in quantità inaccettabile. Questa tecnica è più da intendere come una introduzione controllata di piccole quantità di distorsione. Facendo arrivare i picchi sopra lo 0 dB specialmente nei punti dove il brano spinge di più si ha il duplice effetto di comprimere i picchi senza usare dinamiche e di introdurre armoniche.

Ma se la distorsione in dominio digitale non da risultati gradevoli dobbiamo abbandonare la speranza di sfruttare i vantaggi che nel dominio analogico possiamo godere?

Una soluzione che i produttori di plugin di qualità hanno adottato è stata quella di simulare la saturazione analogica. Essi in alcuni casi la ottenevano sacrificando qualche bit di dinamica per usarli per simulare lo smussamento analogico dei picchi.

le saturazioni dei plugin esperimento

Per mostrarvi in maniera più intuitiva questo concetto vi riporto un esperimento da me effettuato. Chiaramente questi esperimenti non hanno alcuna valenza scientifica ma, a parer mio, mostrano in maniera abbastanza chiara cosa succede dentro i plugin.

metodo

Tramite un oscillatore digitale ho creato una sinusoide di 1000 Hz a -18 dBfs. Ho invito il segnale dentro alla simulazione di compressore CP2V della Mellowmuse. La scelta è ricaduta si questo compressore perché è ispirato al LA2A della Teletronix ed è caratterizzato da un buon suono.

Un esigenza è quella di controllare che le armoniche non siano aggiunte in automatico da dei paramenti del plugin. Ho quindi aggiunto un plugin di gain per amplificare il segnale prima del compressore.

Ho monitorato il risultato con due analizzatori di spettro messi a monte e a valle del Mellowmuse.

Per escludere la possibilità che anche il plugin di gain introducesse una quantità di armoniche tali da invalidare il test ho creato un segnale di controllo. Con una mandata ausiliaria ho creato una copia del segnale clean in un altro canale. Su questo secondo canale ho caricato altre due istanze degli stesi plugin di gain con analoghi valori. Invertendo la fase del canale li ho sommati in un bus ottenendo così solo le differenze tra i due segnali, il risultato è quello della foto sottostante.

Risultati

Il primo passaggio è stato quello di passare il segnale tramite plugin a 0 dB-vu. In questa fase l’influenza di una simulazione di un circuito analogico dovrebbe essere poco rilevante, essendo il valore convenzionale del SOL professionale. Come si nota nell’immagine sottostante l’introduzione armonica che ne consegue e minima. Si nota l’aggiunta della prima armonica nel segnale ma in quantità poco apprezzabile.

la saturazione nel CP2V Flat
Segnale in ingresso nel CP2V a 0 dB-vu

Aumentando l’ampiezza del segnale in ingresso si nota come il plugin inizia a introdurre componenti armoniche. Come si evince dall’immagine qui sotto è plausibile che nel plugin sia presente una simulazione del circuito analogico. Le componeti armoniche aggiunte iniziano a diventare rilevanti e creare effetti interessanti al fine di sfruttarle per colorare un segnale.

gain staging e la saturazione del CP2V
CP2V introduzione di armoniche per via della saturazione del plugin

Questo comportamento si riscontra anche in altri plugin. Ad esempio l’introduzione di armoniche miste a rumore di fondo è anche evidente nel MUJC della Khanghelm della foto sottostante.

saturazione del CP2

Per essere sicuri che le componenti armoniche siano inserite dal plugin di gain utilizzato ho sottrato il segnale di controllo con quello in output dal CP2V. Il segnale ottenuto è comunque caratterizzato dalla presenza di un buon numero di armonici. Le armoniche risultano quindi essere introdotti dal plugin di compressione anche senza riduzioni dinamiche in corso.

aggiunta di armoniche introdotte dal plugin
risultato della saturazione a cui e stato sottratto il segnale privo di distorsione armonica del plugin

Ovviamente questi risultati sono validi solo per plugin che mirano alla riproduzione di circuiti analogici e di buona qualità. Per i plugin che non hanno pretese di simulazione non ci si può aspettare questi tipo di comportamento.

L’aggiunta di rumore

Questi plugin solitamente aggiungono anche una piccola quantità di fruscio di fondo per simulare il fruscio tipico dell’analogico.

Alcuni sviluppatori introducono nel segnale un suono a componente di segnale simile al white noise. Questa componente è dell’ordine di pochi dB e non va a incidere in maniera così importante sulla qualità del segnale, ma rendono più verosimile il suono del plugin utilizzato.

Oltre a fruscio diffuso su tutto lo spettro i produttori di plugin aggiungono anche una componente ancora più importante. Per dare una maggiore sensazione di lavorazione analogica aggiungono una componente di frequenze intorno ai 50 o 60 Hz. Questoa componente di segnale si chiama Hum elettrico.

L’Hum è il risultato di introduzione nel percorso del segnale di influente derivate dal circuito di alimentazione. Le due frequenze rappresentano la frequenza della corrente alternata in uso in Europa (50Hz) e USA (60Hz).

Alcuni produttori come la Waves permette di disattivare questa caratteristica secondo necessità.

conclusioni sul gain staging e la saturazione

Il gain staging e la saturazione sono concetti estremamente interconnessi tra di loro. Avere un buon gain staging ci permette di tenere sotto controllo la saturazione, specialmente se indesiderata. Tuttavia penso che ogni tanto possiamo sfruttare gain staging e la saturazione a nostro vantaggio.

Non sto disprezzando il gain staging, sia chiaro. Sono fermamente convinto che sia un ottimo esercizio tecnico quello di gestire i segnali del nostro mix senza farli saturare in nessun punto della catena. Questo esercizio sarà molto utile per gestire i volumi in situazioni dove non è possibile distorcere in alcun modo. Ad esempio in eventi di musica live.

Tutta via sono convito che la profonda conoscenza della materia possa permettere di infrangere le regole . Queste regole sono spesso interpretate come panacea a tutti i mali. Regole che troppo spesso i fonici ripetono come mantra senza capirne il vero significato.

Ho voluto condividere con te questa mia tecnica e queste mie convinzioni con voi. Spero di aver arrichito le vostre tecniche in fase di registrazione e mix.

Le componenti armoniche aggiunte sul segnale non sono così rilevanti sul segnale da modificarne radicalmente le caratteristiche. Il colore che viene aggiunto dalla saturazione è una sensazione molto sottile, ma molto sigificativa. Tutta via il processo di mix è l’aggiunta di tante piccole componenti nei punti giusti del mix.

conclusioni sul gain staging e la saturazione analogica

Come abbiamo visto nel dominio analogico l’introduzione di saturazione è un processo che avviene frequentemente. Non ci sono particolari controindicazioni in moderate saturazioni di segnale, al contrario potrebbero giovare alla timbrica della sorgente.

Personalmente dopo varie prove trovo che tenere livelli massimi sul vu-meter +3 dBvu sia il compromesso più funzionale tra saturazione e qualità audio. Il livello di +3/+4 dBu è da intendersi come livello raggiunto nella massima intensità del brano. Una saturazione maggiore trovo degradi troppo il segnale iniziando a fare sentire la distorsione.

Cerco di sfruttare questa tecnica ogni qual volta il preamplificatore mi consenta di settare diversamente i volumi di input e output. Ho sfruttato questo concetto su fonti di diverso tipo voci, bassi e batteria per esempio. Ho sempre ricevuto dei risultati molto interessanti con dei

conclusioni sul gain staging e la saturazione dei plugin

Alla luce dei test effettuati con il plugin i concetti di gain staging e la saturazione, anche se simulata, in dominio digitale hanno ancora più valenza.

La regola di tenere il livello del segnale e a -18 dB fs è sicuramente utile per la registrazione. Tuttavia durante il mix ITB il volume dovrebbe essere regolato per sfruttare al meglio gli algoritmi di simulazione.

Sopratutto durante i mix ITB (senza usare outboard esterne) l’unica grande differenza che rimane col mondo analogico è l’introduzione di distorsioni piacevoli. La tecnologia digitale per sua natura non può essere nativamente saturata, come abbiamo visto una saturazione “nativa” della tecnologia digitale è davvero poco gradevole.

L’aggiunta di armoniche simulate potrebbe anche aiutarvi a rendere distinguibili i suoni con componente armonica analoga e quindi simili dentro il mix. Sorgenti come per esempio cassa e basso, chitarre e voce o diverse chitarre presenti nel proprio brano potrebbero giovare di armoniche differenti.

Chiaramente essendo solo simulazioni matematiche il risultato delle saturazioni dei plugin non è analogo a quello di un hardware. Un outboard analogico ha una parte randomica e imprevedibile che non si può simulare perfettamente con un equazione.

Tuttavia l’utilizzo di tale tecnica ci permette di inserire una componente mancante al mondo digitale, e inserire piacevoli sfumature nei nostri segnali. A prova di ciò possiamo rilevare anche il prolificare di saturatori digitali. Nel mondo analogico questi strumenti non sono strettamente necessari. In digitale invece ritroviamo un proliferare di exciter e saturatori mirati a introdurre distorsioni armoniche mirate.

Queste tecnologie permettono di ottenere suoni validi anche a chi non è dotato di costosi Hardware di raggiungere risultati professionali. Il processo di simulazioni di saturazione può creare scenari timbrici interessanti con la propria scheda audio e un pò di fantasia.

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Questo articolo ha 2 commenti.

  1. gio

    Super utile! Complimenti per la spiegazione, davvero chiara e lineare. Ottimo lavoro

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